per il personale sanitario

CERCARE LA VITA ACCANTO A CHI SOFFRE

 
Si tratta di un percorso di sostegno rivolto a operatori sanitari impegnati nell’accompagnamento di persone affette da tumore o da patologie cronico-degenerative. Crediti ECM conteggiati: 24

Il corso prevede otto incontri con le seguenti finalità:

  • Inquadramento teorico delle tecniche a mediazione corporea e della dimensione spirituale, quali strumenti di cura e di miglioramento della qualità della vita.
  • Confronto in gruppo dei vissuti quale modalità di identificazione e di sostegno reciproco, unitamente all’espressione delle proprie emozioni. Il confronto mira a sviluppare la capacità di adattamento al mutare delle situazioni, anche attraverso la messa in comune delle varie strategie sviluppate da ciascuno.
  • Apprendimento delle terapie psicologiche a mediazione corporea che mirano a una riorganizzazione e a un’armonizzazione delle risorse personali nelle situazioni di stress.
  • Individuazione e attivazione delle risorse di natura spirituale e di senso, per fronteggiare fatica e stress.

É previsto un corso annuale di otto incontri settimanali (orario 15.00 – 17.00)




Docenti

  • Dott. Jean Tefnin , psicologo e psicoterapeuta, analista della Società Italiana di Psicologia Individuale; a seguito della formazione presso l’Istituto Nazionale Tumori di Milano, si dedica anche a interventi nell’ambito della Psiconcologia.
  • Dott. Ernesto Gada, analista della Società Italiana di Psicologia Individuale. Ha svolto la sua attività come psicologo clinico presso l’Ospedale Cottolengo di Torino, consulente di comunità terapeutiche, docente di psicologia al Corso di Laurea per Infermieri dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Attualmente dirige il Presidio socio-assistenziale per disabili del Cottolengo di Mappano. Formatosi all’Unità di Psicologia dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano, si dedica a interventi nell’ambito della Psiconcologia.
  • Prof.ssa Elisabetta Radice, chirurgo colon-retto, Dipartimento Scienze Chirurgiche, Università degli Studi di Torino.
  • Dott. Paolo Mirabella, docente di Bioetica presso l'Università Cattolica-Cottolengo (TO) e Moncrivello (VC); Teologia morale presso Rebaudengo IUSTO (Istituto Universitario Salesiano di Torino)

per il personale sanitario

PROSEGUIMENTO DEL PERCORSO FORMATIVO

 

Un possibile proseguimento del percorso di sostegno rivolto a operatori sanitari è la supervisione di casi ad orientamento analitico, a cadenza mensile, con il rilascio di 18 crediti ECM. Lo scopo è quello di stimolare un cammino di consapevolezza di sé e di gestione del rapporto con i pazienti affetti da malattie oncologiche e cronico-degenerative.


La supervisione si basa sull'analisi dei vissuti individuali dei partecipanti inerenti le problematiche suscitate dal rapporto con il malato e sull'elaborazione di strategie comportamentali adeguate al miglioramento della qualità della vita..


Docente

  • Docente: dott. Jean Tefnin, analista della Società Italiana di Psicologia Individuale
  • Carla, medico
    Noi operatori non bastiamo a noi stessi; c’è la necessità di un confronto, di una realtà di gruppo come spazio emotivo intermedio tra me e la realtà con la quale mi relaziono.
    Carla, medico
  • Rita, infermiera
    Il corso mi ha aiutato a capire che devo sempre osservare quello che accade fuori di me e quello che accade dentro di me.
    Rita, infermiera
  • Enrico, infermiere
    Per aiutare a gestire l’angoscia del fine vita noi operatori dobbiamo saper mettere a confronto il nostro bisogno di ricerca di senso con quello del paziente e dei familiari.
    Enrico, infermiere
  • Sara, infermiera
    Prendersi cura dell’alto richiede la capacità e la volontà di partire da se stessi.
    Sara, infermiera
  • Roberto, medico
    Dare un senso alla propria vita, attraverso le esperienze e anche gli errori, e cercare di avere un rapporto empatico, ci permettono di gestire al meglio la relazione di aiuto.
    Roberto, medico
  • Alessia, infermiera
    È molto utile condividere con altri le proprie esperienze e soprattutto i dubbi e le emozioni. Molte volte pensiamo di essere soli, che solo noi viviamo determinate esperienze, ma se ci guardiamo attorno ci sono molte persone che hanno i nostri stessi vissuti.
    Alessia, infermiera
  • Lucia, infermiera
    Mi capita molto spesso di avere con le persone assistite dialoghi sul senso della vita e sul perché della malattia. È sempre molto difficile aiutare ad attribuire un senso a quello che si sta vivendo se noi operatori non ci costruiamo un nostro percorso di senso della nostra vita.
    Lucia, infermiera

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Gli atti del corso
"Cercare la Vita accanto a chi soffre"

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