in%20precario%20equilibrio%20copertina

Le origini di Casa Morgari

Casa Morgari è nata circa dieci anni fa da un’indagine sul territorio del quartiere San Salvario della città di Torino, in collaborazione con l'Osservatorio delle Povertà e delle Risorse della Caritas diocesana, in collegamento con altre indagini che si svolgevano nelle grandi città italiane. Da queste emergeva che nel 40% della popolazione era rilevabile una vulnerabilità sociale contestualizzata in 3 ambiti: perdita del lavoro, natalità in giovani coppie, avvento di una malattia. Ne conseguiva l’obiettivo di promuovere reti sociali solidali per prevenire una dimensione di isolamento e una possibile caduta in uno stato di povertà economica e relazionale. Le nuove povertà, descritte nella ricerca "In precario equilibrio", richiedono l’elaborazione di nuove forme di accompagnamento. Già in precedenti ricerche della Caritas era emersa l’urgente necessità di nuovi strumenti, metodi e soprattutto di nuove ipotesi per affrontare queste povertà, aiutando le persone a rielaborare la loro situazione e le comunità locali a prendere consapevolezza di un contesto fortemente mutato.

La ricerca in San Salvario ha, inoltre, confermato non solo che la vulnerabilità sociale è fonte ed effetto di crescente disagio ma anche quanto la malattia sia un evento generatore di vulnerabilità sociale, relazionale ed economica sia per chi ne è affetto sia per i caregivers.
Durante l’evento della malattia, visti anche i ridotti tempi di ospedalizzazione, molti oneri ricadono sul malato, sulla famiglia, sul territorio, causando conflitti e difficoltà.
Alla luce di queste osservazioni la malattia in generale e quella oncologica in particolare, si connotano come:

  • portatrici nei malati e in chi li accompagna di solitudine, di disagio sia a livello psico-sociale-relazionale sia a livello spirituale e di ricerca di senso.
  • fonte di potenziale patologizzazione delle dinamiche dell’intero nucleo familiare.

Ne consegue un bisogno di nuove forme di accompagnamento per i malati e i caregivers, che si rivelano sempre più urgenti per riuscire a gestire le crescenti criticità e vulnerabilità, scatenate dalla malattia stessa.

L’ospedale risulta essere sempre più luogo di definizione di progetti terapeutici o di protocolli farmacologici e di gestione dell’emergenza. Il resto è tendenzialmente affidato alle famiglie, ma non è detto che esse siano in grado di reggere la situazione. Risultano cioè carenti sostegno, rete solidale e mediazione.

Per queste ragioni “Cerca la Vita” vorrebbe proporsi come struttura solidale sul territorio che medi il rapporto tra ospedale e casa dei pazienti; come centro permanente di accompagnamento, di ascolto, di riferimento, nelle varie fasi della malattia e della fine della vita, per malati oncologici o persone affette da malattie degenerative e per caregivers; come luogo di appartenenza dove pazienti e caregivers possano confrontarsi e vivere l’esperienza di auto-mutuo-aiuto, al fine di rielaborare il senso del “tempo” che attraversano e di migliorare la qualità della loro vita; come opportunità di un nuovo protagonismo nella difesa della qualità della vita.

Le attività promosse da “Cerca la Vita” vogliono sostenere gli ammalati e i caregivers nell’elaborazione delle emozioni, nel formulare scelte di senso e nella rilettura delle proprie relazioni e del proprio passato.